Biblioteca – Giovanni Virginio Schiaparelli – l’uomo, lo scienziato

7 Ottobre 2007 / Commenti disabilitati su Biblioteca – Giovanni Virginio Schiaparelli – l’uomo, lo scienziato

Pubblicazioni

Giovanni Virginio Schiaparelli - l'uomo, lo scienziato

Luigi Botta (a cura di)
Giovanni Virginio Schiaparelli – l’uomo, lo scienziato

«Testimonianze»
Ed. Associazione Cristoforo Beggiami, Savigliano, 2004
12 x 17, pgg. 306, 297 ill., b. n., legatura cartonata

(Al lettore, Margherita Hack; Nell’Universo, Walter Ferreri; Da Savigliano a Berlino, Giovanni Virginio Schiaparelli; Da Berlino a Milano, Emilio Bianchi; Da Milano a Marte, Piero Bianucci; Da Marte a Savigliano, Luigi Botta; L’Universo nei suoi scritti, Valeria Calabrese).

Prezzo di copertina € 20
Prezzo ai soci UAI € 17







È per colmare il vuoto bio-bibliografico che esiste intorno a Giovanni Virginio Schiaparelli, il più importante astronomo italiano dell’Ottocento, che l’associazione saviglianese Cristoforo Beggiami (che opera nella città ove l’illustre personaggio ebbe origine) si è fatta carico di proporre uno studio a più mani che indaga con rigore ed attenzione alcuni aspetti della vita e della ricerca dell’astronomo. Articolato in sei capitoli, il volume (a cura di Luigi Botta e dal titolo «Giovanni Virginio Schiaparelli, l’uomo, lo scienziato») va alla ricerca degli aspetti meno conosciuti e più inediti dello Schiaparelli, ripercorrendo tanto alcuni passi che riguardano la sua famiglia e la sua esistenza, quanto le sue ricerche, le sue scoperte, i suoi dubbi e la bibliografia ch’egli, nel corso della sua feconda attività, ha prodotto nelle lingue più svariate.

L’introduzione si deve al Margherita Hack, la quale, alla luce dei recenti interessi che hanno risvegliato le passioni mai sopite verso il pianeta Marte, ha ricordato la grande opposizione del 1877-79 che fu osservata accuratamente dallo Schiaparelli e che gli sollecitò la sua dettagliata ricostruzione sulla carta e la scoperta -poi tanto dibattuta- di quei «canali» che furono alla base di un «distinguo» planetario che ancor oggi, a distanza di oltre un secolo, interessa con curiosità e passione gli astronomi e i ricercatori di tutto il mondo.

Walter Ferreri, in seconda battuta, analizza la figura dello scienziato saviglianese inquadrandolo nel vastissimo campo delle sue ricerche e delle sue esperienze, che notoriamente, muovendosi dall’astronomia, toccavano anche settori a lui congeniali come le discipline ingegneristiche e le argomentazioni storiche.

Dello stesso Giovanni Virginio Schiaparelli viene poi riportato un passo singolare della propria storia, quella giovanile, da lui raccontata nella «Lettera autobiografica a Onorato Roux», che è piena di originali, sorprendenti ed umane narrazioni, significative del modo di essere, di pensare e di porsi nel contesto della divulgazione non solo scientifica: un personaggio umile, apertamente sincero, credibile e disponibile ad un approccio comune, fatto di parole semplici e di argomentazioni concrete.

Tocca poi ad Emilio Bianchi, che occupò dopo di lui lo stesso incarico presso l’Osservatorio astronomico di Brera in Milano, entrare nel personaggio fatto di scienza e di cultura, un personaggio che è fortemente rappresentativo di un’Italia -quella tra Otto e Novecento- capace di promuovere importantissime ricerche e di esportarle con grande carisma ed altrettanta credibile umiltà. Il testo riportato è quello che lo stesso Bianchi lesse in occasione dell’inaugurazione che si fece a Savigliano nel 1925 del monumento dedicato a Giovanni Virginio Schiaparelli.

Il capitolo successivo si deve a Piero Bianucci: il quale, da gran divulgatore qual è, mette tutti in condizione di conoscere lo spirito e l’animo dello scienziato Schiaparelli. Espone la complessità delle sue scoperte con un linguaggio didattico, amicale, curioso ed anche un po’ confidenziale, capace di trasformare le grandi esplorazioni in un racconto vissuto e popolare, fortemente affascinante ed intrigante. Aiuta a scoprire il sottile legame che imprigiona le varie fasi dell’esistenza dello Schiaparelli, da giovane studente a direttore dell’Osservatorio più importante d’Italia, da ricercatore impegnato in paesi lontani a discusso sostenitore delle sue teorie marziane, e così via.

A Luigi Botta il compito, successivo, di indagare la storia degli archivi per ricostruire, con incredibile dettaglio, i rapporti della famiglia Schiaparelli -originaria di Occhieppo Inferiore- con la città di Savigliano. Fornaciaio, il padre, ma fornaciai il nonno, gli zii, i cugini e quanti altri, già a partire dal Seicento, periodicamente e con cadenza annuale, chiamati ad esercitare la loro professione in un terra non lontana. Emigrati lungo i secoli. Non v’è documento laico o religioso che nel tempo, ripetutamente, non mostri l’interesse della comunità verso questa famiglia di attivi ed intraprendenti artigiani. Interesse ricambiato con la scelta ottocentesca di trasformare la città in luogo della nuova e duratura residenza. Il capitolo segue passo passo la storia della famiglia ricostruendo una mappa ideale dei luoghi e delle circostanze vissuti in Savigliano. Addentrandosi poi nella storia novecentesca che porta alle commemorazioni ufficiali e di regime.

A chiudere, Valeria Calabrese tenta la ricostruzione, la più fedele possibile, della bibliografia che si deve a Giovanni Virginio Schiaparelli. A partire dai primi titoli pubblicati nel 1861 sino ad arrivare alle opere postume che hanno visto la luce durante tutto il secolo scorso. Approfondendo le rassegne scientifiche, le recensioni, i rapporti sopra concorsi a premi, le commemorazioni, i necrologi, le collaborazioni minori e gli inediti. Consultando, per questo scopo, le opere a stampa, i cataloghi in linea nazionali ed internazionali, le banche dati delle principali biblioteche europee ed americane, compreso il fondo della «Nasa Astrophysics Data Syspem».

Lungo tutto il libro numerose schede esplicative raccontano dei personaggi che hanno assunto un ruolo nella storia dell’astronomo saviglianese. E cioè: Amilio Bianchi, Guglielmo Gandolfo, Giovanni Battista Miglietti, Paolo Dovo, Giovanni Plana, Luigi Bernardi, Lorenzo Billotti, Francesco Falco, Annibale Galateri, oltre il Comitato d’onore ed il Comitato esecutivo della commemorazione e dei festeggiamenti organizzati nel 1925 in occasione dell’inaugurazione del grandioso monumento in Savigliano.

 

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- a cura di Luigi Botta
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