ATLAS COELESTIS

22 Giugno 2006 / Commenti disabilitati su ATLAS COELESTIS

Pubblicazioni

Atlas Coelestis

Felice Stoppa
Atlas Coelestis
Il cielo stellato nella scienza e nell’arte.
Salviati Editore.
Tiratura limitata a 1000 copie

Prezzo di copertina: € 34
Prezzo ai soci UAI: € 27,5

 

Il primo saggio illustrato in italiano sulla storia della cartografia celeste, con in appendice la ristampa completa del più importante atlante astronomico americano del XIX secolo, The Geographi of the Heavens, di Elijah Hinsdale Burritt.
Si tratta di uno splendido libro-catalogo, un vero libro d’arte, prodotto in occasione di una mostra esposta presso l’Università G. D’Annunzio di Chieti-Pescara, nel luglio del 2006.
Le costellazioni, queste immaginarie figure che i nostri occhi di appassionati osservatori riescono quasi a intravedere quando guardano l’immensa volta del cielo, sono state inventate probabilmente appena l’uomo ha superato la soglia della consapevolezza, in parte per mettere ordine in un cielo sempre mutevole nelle ore e nel trascorrere delle stagioni, in parte per legare le lontane stelle alla sua vita reale, alla sua interpretazione degli avvenimenti, al suo bisogno di calmare i timori e le incertezze.
Dal passato sono arrivate fino a noi le rappresentazioni del cielo come le vedevano i nostri antenati: gli atlanti celesti, vere opere d’arte, disegnate nel corso dei secoli da grandi astronomi o da abili artigiani artisti.
Solo alcuni nomi tra tutti: Flamsteed, Hevelius, Bode, Cellarius, Flammarion, Messier…
Il libro documenta tre delle quattro fasi in cui è possibile dividere la produzione delle carte celesti e delle mappe: la prima fase, in cui la posizione delle stelle è ripresa dai cataloghi di Tolomeo e Al-Sufi, è ancora legata alle concezioni astronomiche-astrologiche e privilegia la figura piuttosto che la posizione delle stelle. La seconda che arriva fino all’Uranographia di Bode, è più attenta alle esatte posizioni degli astri, derivando da vere osservazioni da parte degli astronomi. La terza fase che termina con l’Atlante di Delporte, è caratterizzata dalla volontà di rendere disponibili i dati presenti sulle carte celesti, oltre che per gli astronomi, anche al più vasto pubblico degli amatori dell’astronomia. Questo Atlante fissa definitivamente i confini delle costellazioni e apre il quarto periodo che dura tuttora: ormai i censimenti delle stelle vengono effettuati con i grandi telescopi, con le lastre fotografiche e altre sofisticate tecnologie. I cataloghi sono disponibili ormai in rete, su Internet.
Le bellissime raffigurazioni delle costellazioni non si limitano a mostrare le variazioni di stile che durante i secoli si sono susseguite per gli stessi soggetti, soprattutto legati alla mitologia, ma riportano alla luce le cosiddette costellazioni scomparse, quelle che sono nate, hanno avuto vita più o meno breve e poi sono state abbandonate, o hanno subito delle trasformazioni.
Alcune antichissime sono state incorporate in altre, (come la Medusa che fa parte di Perseo); alcune sono state divise in parti più piccole come la nave Argo divisa nei suoi elementi (la Poppa, la Carena, la Vela). In momenti storici particolari sono state inventate costellazioni per onorare famiglie regnanti, avvenimenti storici e negli ultimi secoli alcune scoperte scientifiche.
La presenza o assenza di queste costellazioni spesso effimere serve anche per attribuire un autore e una data di produzione alle mappe anonime che si possono trovare sul mercato antiquario.
Oltre a ciò, nelle carte celesti si può notare la variazione, durante i secoli, della posizioni di alcuni astri, a causa della precessione degli equinozi.
Tra le vicende riportate in questi splendidi documenti si possono ricordare: le prove di una inconsapevole scoperta riconosciuta soltanto nel 1781 e attribuita a William Herschel, la scoperta di Urano, già presente nell’Atlas Coelestis di Flamstead del 1729, ma considerato una stella di settima grandezza e il tentativo di sostituire le costellazioni legate alla mitologia classica con i personaggi dell’Antico e Nuovo Testamento. Il tentativo non ha avuto successo, ma ci rimangono le tavole di grande bellezza di Andreas Cellarius.
Non mancano, per completare l’affascinante viaggio tra le costellazioni, alcune incursioni dell’arte contemporanea nello splendido mondo delle raffigurazioni mitologiche rivisitate con spirito moderno
Per concludere, è notevole la bellezza di questo volume come oggetto da sfogliare, e da guardare oltre che da leggere. Al giorno d’oggi, in cui tutto è destinato a consumarsi in fretta, un libro come questo, sia per i contenuti che per la qualità troverà un posto d’onore tra i libri preziosi. (Pasqua Gandolfi)

 

 

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